sabato 29 novembre 2014

"Una bella bici che va" - Isabella Borghese, curatrice di un'antologia di racconti sulla bicicletta, ci accompagna nel mondo delle storie a pedali


La immaginiamo che passeggia, leggera, sulla sua bici, col cestello stracolmo di libri, magari in un viale alberato, con l'espressione - a metà tra il sognante ed il risoluto - di chi sa cosa sia la libertà: è Isabella Borghese, una ragazza dall'aspetto semplice eppure originale, amante delle due ruote a pedali e della letteratura, che, guarda un po', lavora alla Nova Delphi Libri, Ufficio Stampa e Comunicazione.
A lei dobbiamo l'antologia di racconti sulla bicicletta (Giulio Perrone Editore) che è stata data alle stampe con il titolo "Una bella bici che va", una raccolta di venticinque storie che... ruotano con ed intorno a questo meraviglioso mezzo di trasporto che invano il culto sconsiderato dell'automobile ha tentato di ricacciare nel pozzo dell'oblio.



Ne riportiamo qui una recensione apparsa su bicycletv.it, pubblicata da Francesco D. Ciani: l'entusiasmo che la pervade ci ha contagiato, e non ci è apparso necessario aggiungere altro. Se non che vale davvero la pena di acquistare questo caleidoscopico volume, testimone e fonte di una ispirazione tanto lontana dagli eccessi del consumismo, quanto vicina al nostro essere, in fondo, ancora 'umani'.


Isabella Borghese - foto VeloLove
Una bella bici che va: 25 racconti dedicati alla bicicletta con inediti di Stefano Benni, Fulvio Ervas, Andrea Satta.


‘‘Non le nascondo che ho sempre pensato che prima la bicicletta era un mezzo indispensabile per andare a scuola, a lavorare. Oggi lo considero un mezzo che richiama la libertà, ecologico, per divertirsi.’’ 


Da questa affermazione di Margherita Hack nasce l’idea dell’antologia Una bella bici che va: 25 racconti tra i quali tre inediti di Stefano Benni, Fulvio Ervas e Andrea Satta per raccontare storie ‘‘di biciclette’’. 
Storie di biciclette in corsa per città e periferie, ferme a un semaforo o sepolte in cantina, distrutte dopo una caduta o rimesse a nuovo con pazienza e olio di gomito. Con un unico sottofondo però: Velocità silenziosa, poetico inno di Paolo Conte, dedicato proprio a



"una bella bici che va e che sopra le distanze, le lontananze starà."

Delicato mezzo a due ruote che in queste note non è solo un oggetto, ma una dama da far ridere, una poesia per volare via e da amare come l’ultima delle fantasie.

Cosa rappresenta quindi andare in bicicletta? Uno sport, uno stile di vita, uno sfogo e un’alternativa alla routine di traffico e smog. Ma anche il piacere dell’artigianato, per chi la bici la costruisce scegliendola pezzo per pezzo in una ciclofficina; e ancora la meraviglia di una scoperta in un mercatino dell’usato. Pedalare non è solo sforzo e muscoli tesi, ma anche gioia di condividere momenti spesso indimenticabili.

E allora abbiamo Valerio che al rumore delle ruote che girano dice di sentire L’Aida, Sofia “Riccioli Rossi” che scopre di essere donna proprio durante una corsa in bici, un uomo che lascia tutto e tutti per la sua Graziella e finisce su Chi l’ha visto?, la vita di due futuri genitori che non è come andare in tandem ma salire su due bicilette e così pedalare fianco a fianco; poi c’è chi dalla Germania della Seconda guerra mondiale pedala con strenua forza verso la libertà, Dario che appena si mette in sella ripensa alle sue corse per L’Aquila ancora intatta e tutte le volte una lacrima, pesante come una maceria, gli solca il viso.

Storie che tra corse forsennate, cadute rovinose e morbide pedalate, non raccontano solo i momenti in cui si sale in bicicletta, ma pezzi di vita in cui l’amabile due ruote è testimone 

Un progetto che raccoglie dunque le esperienze, i ricordi e le ispirazioni che questo mezzo, da sempre vicino all’uomo, ha creato e suscita. Per i venticinque autori interpellati, tra cui Stefano Benni,Fulvio Ervas e Andrea Satta, si è trattato dunque di scaldare tutti i muscoli che una corsa in bici mette in moto, scoprendo preziosa. così che il primo è, imprevedibilmente, il cuore.


giovedì 27 novembre 2014

Gianni Milano, il maestro in bicicletta

credits unknow
Sali leggero sulla sella


Sali leggero sulla sella, Sali,
e svuota la tua anima d’oggetti,
che trascinano al basso, al radicare.

Rimani come foglia che sospinta
sia dal vento amico e senza peso,
nell’universo amico che t’avvolge.

Sali leggero sulla sella, Sali,
e pedala con metodo costante,
quasi sgranando rosari in devozione.

La ruota emette un suono ch’è preghiera,
e benedice ad ogni giro il tempo
dell’acquisito vuoto di pensiero.

Meditazione è il volgere del viaggio
senza traguardi e senza mete alcune,
accolto da invisibili segnali.

Gira la ruota gira e batte il cuore,
in sintonia con quel che vive e muore,
Sali leggero sulla sella, Sali,

e pellegrino ascolta il tuo fiatare,
ch’è insieme della terra e anche del mare.
La bicicletta non ti sa tradire,

ma sodale al patire dei tuoi giorni
non aggredisce, non distrugge o inquina:
t’offre la libertà come in vetrina.

Su questo geroglifico ambulante
gioca le carte e parti in un istante:
sii mistero nel vortice dei giorni,

muovi le gambe a ritmo e in armonia,
senza rancori né grettezze amare.
Prendi la bicicletta e così sia!



Ringrazio Luigi Bairo per avermi fatto conoscere la storia di Gianni Milano e per tutto il resto.


M.P.  b






martedì 25 novembre 2014

B come 'bambini ', B come 'biciclette(rario)' - Riflessioni sulla bici di Antonia De Francesco


Dalla penna di Antonia De Francesco, giornalista, riceviamo e pubblichiamo con piacere questo spunto di riflessione, evocativo e suggestivo, affinché orienti il nostro sguardo su quanto - forse considerato ovvio e pertanto dimenticato - di più semplice, naturale e profondo i bambini possono insegnarci. Sempre.





"Children have no age" - Ema Mihalaci
Mi chiedo per quanti l'unica premura nel finire di fare i compiti, da bambini, fosse l'idea di poter fare dei giri con la bicicletta. In un'area che probabilmente non racchiudeva neanche tutto il quartiere, era incluso il mondo che la maggior parte di noi percorreva a colpi di pedali. Così tra una frenata con i piedi e qualche ginocchio sbucciato l'emulazione della quotidianità dei “grandi” era compresa, o compressa, nel viale del rione che abitavano. Se è vero che “i giochi dei bambini non sono giochi e bisogna considerarli come le loro azioni più serie”, perché da adulti troppi di noi hanno dimenticato com'erano a portata di mano realtà e fantasia, quando giravano in bicicletta?
Mi persuado che in sella la prospettiva del nostro esistere era leggera, portata dal vento e mai avremmo rinunciato al cavalletto sgangherato per il freno a mano dell'auto di papà, se gli anni, l'aumento del traffico veicolare e le distanze sempre più lunghe, non ci avessero fatto cedere alle lusinghe della patente. Delle staffe, o il chiodo, come per antonomasia, in bui garages o angoli di enormi giardini, hanno così accolto le due ruote, seppur protagoniste di tantissimi ricordi.

Se ora questa fosse un'apologia, sarò sincera, mi coglierebbe l'indecisione di decidere a chi dedicarla: ai bambini o alla bicicletta? In fondo, la complementarietà dei due volti, spiega la necessità di percorrere la strada della riscoperta. Perché l'aria pulita, capaci di inspirare dalle fanciullesche narici, non è solo una sensazione, ma una necessità. Perché rallentare i ritmi e riportarli a sincronizzarsi con quelli del cuore, è anch'essa una priorità. Perché condividere le strade con tutte le sue buche con il pianeta dei bambini e di chi vuole rimanerlo, è una condizione di libertà che si sostanzia nella restituzione di un diritto.

I bambini compiono le scelte più semplici, che spesso non coincidono con quelle più ovvie, ma sicuramente con quelle più giuste: se con tre o due ruote, la prima scoperta del mondo, i bambini di tante generazioni, quand'è stato possibile averne una, l'hanno compiuta in bici, un motivo ci sarà.

Queste sono le mie “parole in bicicletta”, dedicate al cammino di “Bicicletterario”, un concorso letterario lanciato sull'asfalto brecciato, pieno di insidie e irregolarità, frutto della disillusione che le città raffigurano, intrappolate in “marcovaldiana” memoria, ma sicuramente con il nobile obbiettivo di non dimenticare che “tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi se ne ricordano)”.
Ciò, sillogicamente unito al “primo amore che non si scorda mai” per la bici, spiega, nel trionfo di un opulenta argomentazione che potrebbe chiamare in causa anche le medesime iniziali, perchè “bambini e bici” sono una formula vincente.



Antonia De Francesco



"I bambini non hanno età": è la traduzione del titolo della foto che abbiamo deciso di associare a queste riflessioni di Antonia De Francesco. Ci è giunta da Bistrita, Romania. Ad inviarcela, Ema Mihalaci, una donna che ha fatto dell'attitudine alla sorpresa (quella dei bambini...) il suo stile di vita. Non sappiamo dove abbia catturato questa bellissima immagine, ma glielo chiederemo. Fa parte di una serie di scatti che ha raccolto, scavando nella sua collezione di 'momenti da ricordare', per inviarli a noi de IL BICICLETTERARIO.
Un bimbo, sul suo minuscolo triciclo, si volta a guardare quell'altro personaggio, che passeggia su un triciclo più grande.
Ci piace immaginare che si stia chiedendo, nella sua innocente e luminescente curiosità: "Come si chiamerà quell'altro bimbo?".

Grazie Antonia, grazie Ema.

scarica il bando de IL BICICLETTERARIO

G. C.

lunedì 24 novembre 2014

Pedalando e scrivendo, siamo giunti a Torino: IL BICICLETTERARIO ospite del programma "I LOVE BIKE PRIDE", su Border Radio.



Autumn Bike Ride - foto: Elena Lepone
Ieri, domenica 23 novembre, in un primo pomeriggio splendente, si è svolta la pedalata collettiva Critical Mass Scauri, appuntamento autunnale dell'ormai celebre raduno di biciclette che da oltre un anno porta centinaia di persone sul Lungomare del Comune di Minturno.
Anche stavolta i sorrisi hanno invaso la strada, passeggiando illuminati da un sole benevolo, che si è fatto complice della meravigliosa festa a pedali che ha visto protagoniste oltre 170 persone, di ogni età.

Alle nostre pedalate c'è sempre una sorpresa conclusiva, e chi ha avuto la possibilità di essere presente alla maggior parte di esse, ha collezionato simpatici gadgets, brindisi in numerosa compagnia, allegre cene, divertenti gare a tema, e tanto altro.
In questa occasione, oltre al graditissimo spuntino offerto dalla Pizzeria La Tintarella - amica storica del Critical Mass Scauri - i promotori hanno voluto regalare la suggestiva cartolina pensata per diffondere ulteriormente IL BICICLETTERARIO - PAROLE IN BICICLETTA, realizzata utilizzando uno degli scatti di Laura Frezza (che è anche parte della giuria del premio letterario).

Un regalo apprezzato da tutti, che speriamo faccia il giro d'Italia per portare il più lontano possibile la notizia che, in un piccolo Comune del basso Lazio, è nato il primo premio letterario nazionale sul mondo della bicicletta, l'iniziativa del Co.S.Mo.S. che continua a raccogliere consensi in ogni dove, e si arricchisce giorno dopo giorno di nuovi sostenitori.


Uno di questi è il programma radiofonico "I LOVE BIKE PRIDE", in onda il mercoledì ALLE 20.30, a cadenza quindicinale, su Border Radio di Torino.

Dopo la presenza alla fiera del BdiBlogger di Bolzano, lo scorso 15 novembre, eccoci quindi a raggiungere, viaggiando on-air, la città della Mole Antonelliana...

Questo mercoledì, dunque, 26 novembre 2015, sentiremo parlare di noi, de IL BICICLETTERARIO, dalle voci di Giulio e Robi, di Piste Non Ciclabili,.
Per farlo, basta connettersi al sito di Border Radio, www.border-radio.it, e cercare la dicitura "on air", che ci porta alla programmazione corrente, per l'esattezza, qui:

Non solo: anche mercoledì 10 dicembre prossimo, dalle stesse frequenze, avremo possibilità di ascoltare una chiacchierata tra la nostra Monica Penitenti (della segreteria de IL BICICLETTERARIO) ed i conduttori della trasmissione!


Davvero una bella trasmissione: possiamo alscoltarne le puntate in podcast visitando la pagina di I LOVE BIKE PRIDE sul sito della radio e confermare che, davvero, come dicono gli ideatori, si tratta di una "trasmissione che, oltre a raccontare la storia dell'attivismo della bici a Torino, attraverso i personaggi e le associazioni che ogni giorno si adoperano e combattono per migliorare la ciclabilità nella nostra città, pedala al vostro fianco nelle difficoltà quotidiane, nelle scelte dei percorsi e contro le avversità atmosferiche.
Il bike pride è solo la punta di un iceberg sommerso o che non tutti conoscono. Questa trasmissione nasce con l'intento di far conoscere ai torinesi l'attivismo che ruota intorno alla bici e alla ciclabilità.
Quest'anno sarà ancora più ricca...vi aiuterà ad imparare ad andare in bici - se ancora non lo fate - e a migliorare la sicurezza delle vostre uscite in bici se già siete sulla buona strada."
Diremmo che molto di quanto vi si dice è certamente di interesse di tutti, e non solo dei torinesi! Il variegato mondo della bicicletta e della mobilità sostenibile ci coinvolge tutti, e si fa 'ascoltare' con piacere dalle frequenze di questa Border Radio.
la cartolina de IL BICICLETTERARIO

Sintonizziamoci, allora, questo mercoledì, come anche il 10 dicembre prossimo, abbiamo un motivo in più per farlo: IL BICICLETTERARIO.
Ci saremo, dalle 20.30 in poi. 



G. C.

martedì 18 novembre 2014

Nei versi di Pierluigi Cappello

Assetto di volo

credits: Francesca Bastianon

da "Assetto di volo"

A Gino Lorio, in memoria


Con lui venivano una determinazione feroce

dalla camera alla palestra

i cento metri percorsi in cinque minuti,

con una tensione di motore imballato
tutta la forza del suo corpo spastico
ribellata alla forza di gravità.

Sant'Agostino diceva che perfezione
è la carne che si fa spirito, lo spirito che si fa carne
ma non è vero: ogni mattina i puntali delle stampelle
scivolano metro a metro per guadagnarne cento
ogni mattina lo spirito è tagliato via da quel corpo,
dalle suole strascicanti e dalle nocche strette,
bianche sulle impugnature,
ogni mattina dal dorso di lottatore
si stacca un collo di tendini tesi e redini allentate
un urlo chiuso nella sua profondità,
perfetto nella sua separazione.

E io vi vedo una bellezza di cimieri abbattuti
e dentro la parola andare la parola compimento
e sono sicuro che lui sogna baci pieni di vento
mentre la volontà conquista le giornate a morsi,
schiaffo dopo schiaffo perché venga la sera
schiaffo dopo schiaffo, chiglia in piena bufera.

Ci vuole un'estate piena e un padre calmo,
un dio non assiso in mezzo agli sconfitti
ma cosí in tutta bellezza lo posso immaginare
come un bambino alle prime pedalate,
reggilo, eccolo, tienilo cosí – adesso tiene
uniti la terra e il cielo dell'estate
non sbanda piu, vince, è in equilibrio,
vola via.

Pierluigi Cappello

bM.P.


B di Blogger, Bolzano, Bidonzolo e (il) Bicicetterario

IL BICICLETTERARIO e Bidonzolo
Eccomi qui a raccontarti com'è che è andata a Bolzano, dove sono stata a presentare IL BICICLETTERARIO - Parole in Bicicletta all'interno di B di Blogger, manifestazione dedicata proprio al mondo dei blogger, il 15 novembre 2014.

Patrizia Balzamà e Luana Di Maio, ideatrici della giornata tutta dedicata al mondo dei blogger, sono state splendide padrone di casa e hanno fatto in modo che il nostro Premio trovasse spazio e visibilità.

Bidonzolo, il bidoncino magico che parla di ecologia, riutilizzo e riciclo, blogger a sua volta, mi ha tenuto compagnia mentre rilasciavamo interviste per la stampa che voleva sapere di noi. Lui è un tipo simpatico, di cui sentirai parlare ancora perché con noi del Co.S.Mo.S. condivide l'amore per la natura e l'intento di educare ad una facile sostenibilità del vivere ed è stato davvero gentile a lasciare che i riflettori si puntassero anche sul nostro banchetto informativo.

Tra i relatori anche Flavia Rubino, di The Talking Village, nostra giurata, che ha tenuto un workshop sulle prospettive del marketing della conversazione nel rapporto tra aziende e blog; e Simone Magnani, meglio conosciuto come @Purtroppo, con il suo intervento dedicato all'ironia nella rete, che aveva già inviato alla nostra segreteria un suo toccante racconto a pedali.

Per tutta la giornata ho potuto ascoltare anche Sebastiano Zanolli, sulle ragioni che ci spingono a scrivere un blog e su come farlo perché abbia un senso; Alessandro Giuliani, Riccardo Esposito, Lorenzo Viscanti e Giusi Barbato che hanno parlato di contenuti e di forma,  di committenti, di strumenti e da ognuno di loro ho imparato qualcosa. Spero dunque di mettere presto in atto (magari già da oggi) le cose apprese.

Insomma, quella trascorsa a Bolzano con tutti loro, è stata una giornata che ha fruttato a questo Premio molti contatti, molte condivisioni delle nostre pagine, molte promesse di versi e racconti e tanto calore umano. Si è conclusa con un movimentato brindisi durante il quale ho sentito la più profonda vicinanza delle ideatrici dell'evento a IL BICICLETTERARIO. La collaborazione con loro, speriamo, non finisce qui. Ci appoggeranno, infatti, nella ricerca di eventuali sponsors, dandoci visibilità anche attraverso le loro pagine web.

E tu, come pensi di contribuire alla realizzazione della giornata del 21 marzo 2015, quando ci sarà la premiazione del nostro Premio? Cerchiamo sponsor e siamo aperti a tutto; lasciaci un commento e intanto guarda il video che è stato girato a BdiBlogger.

A presto!b M.P.


lunedì 17 novembre 2014

La bicicletta di Amelia Rosselli

Di sollievo in sollievo

da "Serie ospedaliera"

credits: Monica Penitentierie Ospedaliera" (1969)
Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche
un sollievo, di passaggio in passaggio una bicicletta nuova
con la candeggina che spruzza il cimitero. 


Di sollievo in sollievo con la giacca bianca che sporge marroncino 

sull'abisso, credenza tatuaggi e telefoni in fila, mentre
aspettando l'onorevole Rivulini mi sbottonavo. Di casa in casa 



telegrafo, una bicicletta in più per favore se potete in qualche

modo spingere. Di sollievo in sollievo spingete la mia bicicletta
gialla, il mio fumare transitivi. Di sollievo in sollievo tutte



le carte sparse per terra o sul tavolo, lisce per credere

che il futuro m'aspetta.

Che m'aspetti il futuro! Che m'aspetti che m'aspetti il futuro
biblico nella sua grandezza, una sorte contorta non l'ho trovata 
facendo il giro delle macellerie.

Amelia Rosselli
b M.P.